Cassio Dione Cocceiano

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Per il console e prefetto dell'Urbe si veda Cassio Dione (console 291)

Lucio Claudio Cassio Dione Cocceiano[1] (latino: Lucius Claudius Cassius Dio Cocceianus; 155 – dopo il 229), noto principalmente come Cassio Dione o Dione Cassio, fu uno storico e funzionario romano di lingua greca.

Indice

[modifica] Biografia

Figlio di Cassio Aproniano, un senatore romano, nacque a Nicea in Bitinia. Stando a fonti epigrafiche, il suo praenomen sarebbe stato Lucius. Il suo nome gentilizio era Cassio, e assunse gli altri due nomi (cognomen e agnomen) in onore del nonno materno Dione Crisostomo (propriamente Tito Flavio (?) Dione Cocceiano). Quindi, benché fosse da parte di madre di discendenza greca e benché, nei suoi scritti, abbia adottato in prevalenza la lingua greca della sua provincia natale, deve essere considerato come un romano, in quanto cittadino romano e senatore.[2] Altre fonti epigrafiche aggiungono il nomen "Claudio".[3] Secondo un'altra interpretazione,[4] "Claudio" sarebbe il praenomen, mentre l'agnomen "Cocceiano" deriverebbe da una errata tradizione bizantina che lo confondeva con lo zio. La questione sul suo nome rimane controversa, e gli unici punti saldi sono i nomi Cassio e Dione.

Cassio Dione ha passato la maggior parte della sua vita nel servizio pubblico. Fu senatore sotto Commodo e governatore di Smirne dopo la morte di Settimio Severo. In seguito fu console suffetto verso il 205, e proconsole in Africa e in Pannonia. Alessandro Severo lo tenne in grande stima e lo fece eleggere console per la seconda volta, nel 229 insieme a lui, benché la Guardia pretoriana, irritata contro di lui per la sua severità, avesse richiesto la sua testa. Dopo il suo secondo consolato, essendo avanti con gli anni, si ritirò nel suo paese natale, dove morì.

[modifica] Opere

Cassio Dione pubblicò una Storia romana in ottanta libri, scritti in lingua greca, frutto delle sue ricerche e del lavoro di ventidue anni. Abbracciava un periodo di 983 anni, dall'arrivo di Enea in Italia e la successiva fondazione di Roma fino al 229. Fino al periodo di Giulio Cesare, egli dà solo un resoconto degli eventi. Dopo, invece, entra più nei particolari, e a partire dal periodo di Commodo è molto più attento e accurato.

Ci sono rimasti frammenti dei primi trentasei libri: ma c'è una parte considerevole del trentacinquesimo libro, sulla guerra di Lucullo contro Mitridate e del trentaseiesimo, sulla guerra contro i pirati e la spedizione di Pompeo Magno contro il re del Ponto. I libri che seguono, fino al LIV compreso, sono quasi tutti completi: riguardano il periodo dal 65 a.C. al 12 a.C., o dalla campagna orientale di Pompeo e la morte di Mitridate alla morte di Marco Vipsanio Agrippa. Il libro LV presenta una considerevole lacuna. Dal cinquantasei al sessanta, entrambi inclusi, che comprendono il periodo dal 9 al 54, sono completi e contengono gli eventi dalla sconfitta di Varo in Germania alla morte di Claudio. Dei seguenti venti libri abbiamo soltanto frammenti ed un magro compendio di Giovanni Xifilino, un monaco dell'undicesimo secolo. L'ottantesimo ed ultimo libro comprende il periodo da 222 al 229, durante il principato di Alessandro Severo. Il compendio di Xifilino conservato comincia con il trentacinquesimo e continua alla fine dell'ottantesimo libro. È molto mediocre ed fu composto per ordine dell'imperatore Michele VII Parapinace.

I frammenti dei primi trentasei libri, come sono ora raccolti, sono di quattro generi:

  1. Fragmenta Valesiana, come erano dispersi tra vari scrittori, scoliasti, grammatici e lessicografi, ecc. e che sono stati raccolti da Henri de Valois.
  2. Fragmenta Peiresciana, contenente grandi estratti, trovati nella sezione intitolata "Delle virtù e dei vizi," nella grande raccolta o biblioteca portatile compilata per ordine di Costantino VII Porfirogenito. Il manoscritto è appartenuto a Nicolas-Claude Fabri de Peiresc, uno studioso del 17° secolo.
  3. Frammenti dei primi del 34 libri, conservati nella seconda sezione dello stesso lavoro di Costantino, intitolati "Delle ambasciate." Questi sono conosciuti con il nome di Fragmenta Ursiniana, perché il manoscritto che le contiene fu trovato in Sicilia da Fulvio Orsini.
  4. Excerpta Vaticana, raccolti da Angelo Mai, che contengono frammenti dei libri dall'uno al trentacinque e dal sessantuno all'ottanta. A questi sono aggiunti i frammenti di un continuatore sconosciuto di Dione, che arriva fino al periodo di Costantino I. Altri frammenti di Dione, che appartengono principalmente ai primi trentacinque libri, sono stati trovati da Mai in due MSS Vaticani e contengono l'antologia di Planude. Gli annali di Giovanni Zonara contengono inoltre numerosi estratti da Cassio Dione.

[modifica] Lo stile

Cassio Dione ha preso Tucidide a suo modello, ma l'imitatore non è paragonabile con l'originale nella disposizione e nella distribuzione dei materiali o nella solidità della visione e nel ragionamento accurato. Il suo stile è generalmente chiaro, almeno dove non sembra che ci sia corruzione del testo, tuttavia pieno di latinismi. La sua diligenza è fuor di dubbio e grazie alle sue opportunità è ben informato delle circostanze dell'impero durante il periodo in cui è un contemporaneo.

[modifica] Curiosità

Nel XV libro della "Storia Romana", egli fa menzione del famoso episodio dell'assedio di Siracusa, in cui Archimede utilizza per la prima volta gli specchi ustori.

[modifica] Fonti

La versione originale inglese di questa voce è stata inizialmente basata sul Harpers Dictionary of Classical Antiquities di H. T. Peck (1898)

[modifica] Note

  1. ^ AE 1971, 00430 = Κλ΄ Κάσσιος Δίων. Roman Military Diplomas, Roxan, 133 = L. Cassius Dio, citata da Alain M. Gowing, Dio's Name, Classical Philology, Vol. 85, No. 1 (Jan., 1990), pp. 49-54, The University of Chicago Press.
  2. ^ La dizione Dione Cassio segue un uso greco; ma, in quanto cittadino romano, è più corretto usare l'ordine dei tria nomina latini.
  3. ^ Bulletin Épigraphique 1971, 454 N. 400.
  4. ^ Alain Gowing, "Dio's Name," Classical Philology 85.1 (1990), pp. 49-54.

[modifica] Fonti

La versione originale inglese di questa voce era inizialmente basata sul Harpers Dictionary of Classical Antiquities di H. T. Peck (1898)

[modifica] Bibliografia

  • Cassio Dione, Storia romana, a cura di Giuseppe Norcio, 7 volumi, BUR, Milano, 1995 sgg.
  • Der Kleine Pauly s.v. Cassius III 4, vol.1, 1076-7.
  • The Cambridge History of Classical Literatures, vol. 1; trad. it. La letteratura greca, Mondadori, Milano 1990, vol. 2, pagg. 522-6 e 699-701.
  • U.Ph.Boissevain, Cassii Dionis Cocceiani Historiarum Romanarum quae supersunt, I-V, Berlino 1895-1931 [=1955].
  • Guido Migliorati, Cassio Dione e l'Impero romano da Nerva ad Antonino Pio - alla luce dei nuovi documenti, Milano 2003.

[modifica] Collegamenti esterni

Precedessore
Quinto Aiacio Modesto Crescenziano II,
Marco Pomponio Mecio Probo
Console romano
229
con Imperatore Cesare Marco Aurelio Severo Alessandro Augusto III
Successore
Lucio Virio Agricola,
Sesto Cazio Clementino Priscilliano
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